Sottotitolo: Chi ben comincia.....
Eccoci qui, Atlanta.
Arrivato ieri sera ed alloggiato in ostello, stanco morto. Dopo la doccia esco a caccia della cena. Il peggior posto dove vi possano servire da mangiare è un aereo inglese, ed io ho mangiato il meno possibile.
La strada di notte è deserta, in giro solo pochi barboni, ubriaconi e neri, o una combinazioni di questi tre. Trovare da mangiare non è impresa facile, ma un hamburger in America non lo si nega a nessuno. Torno all’ostello non senza qualche dubbio.
Stamattina mi sveglio piuttosto presto, ho un appuntamento con Amy, la direttrice delle risorse umane del mio dipartimento, e non ho la minima idea di dove sia il suo ufficio. Piove e venta che Dio la manda. Il mio ombrello da viaggio mi abbandona dopo soli 200 metri, ed il k-way fa quello che può. Fottetevi, non ve la do la soddisfazione di mollare proprio al primo giorno. Dopo un' ora di cammino, arrivo al mio appuntamento, completamente bagnato ed in abbondante ritardo.
Amy è meravilgiosa nella sua gentilezza e non mi fa pesare il ritardo. Mi da il benvenuto, mi spiega i giri che dovrò fare per regolarizzare la mia posizione, e, soprattutto, mi spiega dove comprare un ombrello nuovo. Inizio così a girare, e la prima impressione mi lascia a bocca aperta. Tutto è perfetto, pulito e gratis.
Lo studente qui è coccolato, aiutato e messo al centro del sistema, un po’ come in Italia. No?
Il secondo appuntamento della mattinata è con Melkote, il mio capo alla Georgia Tech University per i prossimi 6 mesi. E’ indiano, ma fortunatamente parla un ottimo inglese , e capirlo non è un problema. Anche lui mi sembra una brava persona, e mi mette perfettamente a mio agio. Alla fine del colloquio mi fa una domanda stupenda: cosa voglio fare della mia vita.
La differenza tra autorità ed autorevolezza sta in questo: preoccuparsi di chi sta sotto, prendersi parte della responsabilità del suo futuro (lavorativo), ed io adesso sono contento di essere qui.
Prima di pensare al lavoro però bisogna che mi trovi un posto dove vivere, ed alla svelta. L’ostello in fondo non è male, ma il vicinato….
Saluti.
Orso
Eccoci qui, Atlanta.
Arrivato ieri sera ed alloggiato in ostello, stanco morto. Dopo la doccia esco a caccia della cena. Il peggior posto dove vi possano servire da mangiare è un aereo inglese, ed io ho mangiato il meno possibile.
La strada di notte è deserta, in giro solo pochi barboni, ubriaconi e neri, o una combinazioni di questi tre. Trovare da mangiare non è impresa facile, ma un hamburger in America non lo si nega a nessuno. Torno all’ostello non senza qualche dubbio.
Stamattina mi sveglio piuttosto presto, ho un appuntamento con Amy, la direttrice delle risorse umane del mio dipartimento, e non ho la minima idea di dove sia il suo ufficio. Piove e venta che Dio la manda. Il mio ombrello da viaggio mi abbandona dopo soli 200 metri, ed il k-way fa quello che può. Fottetevi, non ve la do la soddisfazione di mollare proprio al primo giorno. Dopo un' ora di cammino, arrivo al mio appuntamento, completamente bagnato ed in abbondante ritardo.
Amy è meravilgiosa nella sua gentilezza e non mi fa pesare il ritardo. Mi da il benvenuto, mi spiega i giri che dovrò fare per regolarizzare la mia posizione, e, soprattutto, mi spiega dove comprare un ombrello nuovo. Inizio così a girare, e la prima impressione mi lascia a bocca aperta. Tutto è perfetto, pulito e gratis.
Lo studente qui è coccolato, aiutato e messo al centro del sistema, un po’ come in Italia. No?
Il secondo appuntamento della mattinata è con Melkote, il mio capo alla Georgia Tech University per i prossimi 6 mesi. E’ indiano, ma fortunatamente parla un ottimo inglese , e capirlo non è un problema. Anche lui mi sembra una brava persona, e mi mette perfettamente a mio agio. Alla fine del colloquio mi fa una domanda stupenda: cosa voglio fare della mia vita.
La differenza tra autorità ed autorevolezza sta in questo: preoccuparsi di chi sta sotto, prendersi parte della responsabilità del suo futuro (lavorativo), ed io adesso sono contento di essere qui.
Prima di pensare al lavoro però bisogna che mi trovi un posto dove vivere, ed alla svelta. L’ostello in fondo non è male, ma il vicinato….
Saluti.
Orso

3 commenti:
grandissimo Orsetto...so che ce la farai a mettere ai tuoi piedi Atlanta! Mi raccomando tienici informati sulle tue vicende ammmmmericane!
Domanda stupenda??!!
A me se qualcuno chiede cosa voglio fare della mia vita prende una paralisi totale delle facoltà mentali, motorie, funzionali, di intendere e di volere e tutte quelle che esistono!
Sarebbe stupendo avere una risposta!
Anche una mezza risposta... una rispostina... una mezza idea... una vaga idea... un vaghissimo e fumosissimo accenno di idea...
In pratica: il nulla!!!!
Beh, caro americano, se tu trovi stupendo che ti facciano quella domanda, allora sono io che ti dico "bravo Andrea"!
Ma poi che te lo dico a fare... già lo sapevo che sei avanti.. in quel percorso che sappiamo... più che altro mi chiedo com'è che io sono così indietro... e ferma...
Cazzo ma uno a 27 anni e 10 mesi dovrebbe sapere cosa vuole dalla vita, o no??!!!
@ele: grandissima ele!
Grazie della fiducia, vi terrò aggiornati il più possibile, non preoccuparti!
@milena: Carissima.... trovo stupendo che il mio boss mi faccia una domanda del genere, ma questo non vuole dire che io abbia la risposta in tasca!
Fiducia, ogni cosa ha un suo tempo ed un modo per arrivare...
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