Sottotitolo: Complimenti per la trasmissione
Alla fiera delle banalità, e delle frasi di circostanza, complimenti non dovuti e scuse non sentite sono merce comune. Anche i falsi ringraziamenti non scarseggiano, ma di quelli si apprezza almeno il gesto. Avrei potuto esordire con: “Scusate la prolungata assenza, ho avuto molto da fare”. Balle.
Non sono stato nemmeno vagamente vicino dall’essere troppo impegnato.
Non ho ben capito se delle scuse siano dovute, poiché questo blog è del tutto personale, tuttavia avverto una sorta di riconoscenza, mista a responsabilità, verso chi lo legge con interesse.
Non sto cercando di togliermi dall’imbarazzo scimmiottando spocchiosamente la verità, ne di fare la parte del duro.
Se scrivo, è perché vorrei essere sicuro che a tutti arrivi ciò che ho da dire: niente.
Proprio così, questa volta è il mio silenzio che vorrei farvi leggere.
Il silenzio è il regno di nessuno, dubbi strani si possono far strada.
Mi sono chiesto se fosse politicamente corretto chiedere ad un barbiere di colore e dell’Alabama di rasarmi la testa. Credo di si, ma a scanso di equivoci, lascio sempre una mancia adeguata.
Altre volte invece ho trovato le risposte ancora prima delle domande. Sapreste ad esempio dirmi quanto pesa la vostra libertà? Io si. La mia pesa circa cinque chilogrammi, ma posso essere più preciso se serve.
E’ il peso dello zaino dal quale non posso dividermi. Zaino che contiene le uniche cose di valore di cui potrei essere derubato, e che non lascio a casa perché la porta d’ingresso potrebbe essere aperta a bestemmie, tanto è solida…
Questo zaino, qui ed oggi, è l’unica cosa che mi limita. Tutto il resto, può anche non essere ascoltato.
Il silenzio, di cui ho il privilegio di godere, zittisce il giudizio su quanto mi accade, e lascia spazio alla semplice meraviglia di come alla fine, i conti, tornino sempre.
Buone Feste brava Gente.
Orso
Alla fiera delle banalità, e delle frasi di circostanza, complimenti non dovuti e scuse non sentite sono merce comune. Anche i falsi ringraziamenti non scarseggiano, ma di quelli si apprezza almeno il gesto. Avrei potuto esordire con: “Scusate la prolungata assenza, ho avuto molto da fare”. Balle.
Non sono stato nemmeno vagamente vicino dall’essere troppo impegnato.
Non ho ben capito se delle scuse siano dovute, poiché questo blog è del tutto personale, tuttavia avverto una sorta di riconoscenza, mista a responsabilità, verso chi lo legge con interesse.
Non sto cercando di togliermi dall’imbarazzo scimmiottando spocchiosamente la verità, ne di fare la parte del duro.
Se scrivo, è perché vorrei essere sicuro che a tutti arrivi ciò che ho da dire: niente.
Proprio così, questa volta è il mio silenzio che vorrei farvi leggere.
Il silenzio è il regno di nessuno, dubbi strani si possono far strada.
Mi sono chiesto se fosse politicamente corretto chiedere ad un barbiere di colore e dell’Alabama di rasarmi la testa. Credo di si, ma a scanso di equivoci, lascio sempre una mancia adeguata.
Altre volte invece ho trovato le risposte ancora prima delle domande. Sapreste ad esempio dirmi quanto pesa la vostra libertà? Io si. La mia pesa circa cinque chilogrammi, ma posso essere più preciso se serve.
E’ il peso dello zaino dal quale non posso dividermi. Zaino che contiene le uniche cose di valore di cui potrei essere derubato, e che non lascio a casa perché la porta d’ingresso potrebbe essere aperta a bestemmie, tanto è solida…
Questo zaino, qui ed oggi, è l’unica cosa che mi limita. Tutto il resto, può anche non essere ascoltato.
Il silenzio, di cui ho il privilegio di godere, zittisce il giudizio su quanto mi accade, e lascia spazio alla semplice meraviglia di come alla fine, i conti, tornino sempre.
Buone Feste brava Gente.
Orso

3 commenti:
Come è andata?
@Pupottina: Grazie cara. Gli auguri di Natale sono andati, ma per quelli di buon anno sono ancora in tempo. Auguri.
@Lillo: Bene, davvero bene. Ma adesso è il mio turno di dare un po' di cera. E di toglierla.
Love, adesso vedo come suona, ma vista così non è male.
Stai migliorando, ma non sei un jedi ancora, giovane padawan.
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